Mio padre

Amos

Mio papa' era una persona semplice, a lui non interessava tanto il risultato di una gara, solo che tutti si divertissero e che tutto andasse per il meglio.

Questi mesi sono stati duri per lui e per noi famigliari, che lo vedevamo spegnersi piano piano.
Ci sono stati momenti di gioia, come quando sul giornalino (Il Ciclismo UDACE) è stato pubblicato in prima pagina l'articolo della Due Giornate Matildiche, mi disse: "Guarda i miei ragazzi che bel lavoro hanno fatto".
Era commosso dalla gioia.
Amos è stato lucido fino a poche ore dalla morte e, credetemi, sapeva che venerdi sarebbe stata la sua ora.
Avrebbe voluto con tutto il cuore che domenica i suoi ragazzi andassero a correre per divertirsi e, perche no, vincere.
L'unico lato positivo di questa malattia è che non ho mai parlato tanto, e di tutto con mio padre come in questi sette mesi.
GRAZIE a tutti voi che avete dato l'ultimo saluto a Amos.
Era fiero di voi tutti e lo sarà sempre.
Grazie da parte mia e di mia madre per tutto il sostegno che ci avete dato in questi giorni.

 

Emiliano Gualerzi



17 aprile 2009 - 17 aprile 2010

Purtroppo sapevamo da tempo che quel giorno sarebbe arrivato, inesorabile, a segnare la fine di un viaggio terribile che ha concluso troppo presto e troppo male la vita di Amos.

Dopo un anno il vuoto lasciato è sempre grande, abbiamo perduto un grande amico, un uomo semplice, schietto e leale che nella vita si è impegnato tantissimo a favore degli altri, mettendoci sempre il cuore, la sua incredibile energia ed una passione incrollabile.

Ci manca di non vederlo più sulle strade, con il megafono e la paletta; ci manca di non vederlo seduto al traguardo a scrivere le classifiche con quegli scarabocchi che pure lui faticava a leggere; ci manca di non portarlo più con noi alle corse, era sempre una presenza fondamentale; ci manca la sua compagnia per ridere e scherzare, perché anche in questo era un maestro.    Ci manca e ci mancherà ancora parecchio.

 

Ciao Amos.